Cosa c'è
di più strano ed inquietante di un’ombra? Le ombre sono i
messaggeri delle tenebre, sono fenomeni bizzarri, sono attaccate al corpo
ma impossibili da catturare, crescono, diminuiscono scompaiono e ricompaiono
e dopo il lungo girovagare nel giorno si ricongiungono alla notte. Lottando
con l'ombra e usando immaginazione e creatività personaggi noti
ci hanno insegnato a convivere con questa compagna che da sempre nei racconti,
nella letteratura e nel mito viene trattata “ingiustamente”
con sospetto.
Con l'ombra ci si può giocare, vedere come le forme prendono e
assorbono dalla realtà la vitalità luminosa. E sebbene l'ombra
sia privazione di luce o scambio/scontro ombra-luce tra oggetti-soggetti,
l'ombra diviene abito inscindibile nella vita di ognuno di noi, di ogni
attimo nella realtà e fisicità degli oggetti di uso quotidiano
sospesi anche nella dimensione di una performance della durata di uno
scatto, in uno sguardo, in dei ritratti, da una finestra. E il gioco ti
permette di avere delle sfumature nello "sguardo" dell'obiettivo
anche vicino, uno scrutare malizioso perché anche la malizia è
un gioco. E' una libidine giocosa di vero appetito, volta a vedere quello
che c'è sotto, dietro ogni velo, ogni sguardo, sotto un vestito,
dietro ad un palco. E queste foto sono sul palco al quale fa da cornice
una meravigliosa scenografia: la Realtà... tra luce ed ombra...
sul filo dell'ombra! |
Pittrice e docente
di Discipline pittoriche.
Da sempre pittrice ma da alcuni anni utilizza la fotografia ed il colore
per evidenziare situazioni del sociale. L’ultimo percorso pittorico
“Countdown”, che ha girato per l’Italia, denunciava
le conseguenze dei conflitti utilizzando le immagini dei settimanali ed
interventi di colore, i soliti colori da quattro/cinque anni: il bianco,
il rosso ed il nero. |